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«QUESTO VI COMANDO: CHE VI AMIATE GLI UNI GLI ALTRI»
Già nell'antichità cristiana, san Girolamo, grande estimatore ed esimio studioso della Bibbia, constatava: «La carità è una merce rara. Tutti siamo più amanti di noi stessi che di Dio. Eppure – aggiungeva – vedi che grande bene è la carità!». La carità è il bene sommo dell'umanità, in quanto "tutto crede, tutto spera, tutto sopporta e non ha mai fine"...
Essa nasce dall'infinito di Dio e tende verso l'infinito: «Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi». Questo amore che "ama per primo", genera figli di Dio anche tra i pagani che ricevono lo Spirito Santo (I Lettura) e li rende amici di Cristo (Vangelo).
Opponendo due stati contrari, quelli del servo e dell'amico, Gesù rivela la sua amicizia: «Non vi chiamo più servi», «ma vi ho chiamato amici». Però se il servo conosce il timore e ignora quello che fa il suo padrone, l'amico deve nutrirsi dell'amore evangelico, poiché «chi non ama, non ha conosciuto Dio» (II Lettura). Gesù ci chiede: l'amore più grande donare, come lui, la propria vita quale bene supremo per l'umanità, e l'osservanza dei suoi comandamenti che garantisce un comportamento rispettoso della giustizia umana e della convivenza sociale.
PREGA CON IL VANGELO Signore, tu che sei Amore, insegnaci ad amarti nei nostri fratelli: fa' che osserviamo i tuoi comandamenti, per rimanere nel tuo amore, con la tua grazia, ed amare ogni persona come l'ami tu: senza tener conto della sua origine, della sua religione, della sua condizione sociale e senza badare ai sacrifici che bisogna sostenere; solo amando così, giungeremo alla pienezza della gioia.
LITURGIA DEL GIORNO
VI SETTIMANA DI PASQUA
(14-19 maggio) Liturgia delle Ore: II Settimana
14 L San Mattia, apostolo. Festa (rosso). Il Signore lo ha fatto sedere tra i prìncipi del suo popolo. Il tradimento dell'apostolo Giuda è una ferita profonda nel corpo ecclesiale. Può essere sanato solo da una migliore testimonianza. E Dio, «che conosce il cuore di tutti», sceglie Mattia. Santa Maria Domenica Mazzarello; Santi Vittore e Corona. At 1,15-17.20-26; Sal 112,1-8; Gv 15,9-17.
15 M La tua destra mi salva, Signore. Ai discepoli silenziosi e tristi Gesù annuncia che la sua partenza da questo mondo porterà un inestimabile dono: lo Spirito Santo che sarà loro difensore e consolatore. San Severino delle Marche; Sant'Isidoro contadino. At 16,22-34; Sal 137,1-3.7-8; Gv 16,5-11.
16 M I cieli e la terra sono pieni della tua gloria. Noi cristiani non viviamo solo del ricordo del Maestro. Lo Spirito Santo ci proietta verso il futuro, guidandoci a una sempre migliore comprensione e incarnazione del suo insegnamento. Sant'Ubaldo; Sant'Onorato; San Simone Stock. At 17,15.22 – 18,1; Sal 148,1-2.11-14; Gv 16,12-15.
17 G Il Signore ha rivelato ai popoli la sua giustizia. Nell'imminenza della sua Passione, Gesù preannuncia ai suoi tristezza e pianto. Un'agonia che, come diceva Pascal, dura fino alla fine del mondo. Ma «la vostra tristezza si cambierà in gioia» che nessuno potrà più togliere per l'eternità. San Pasquale Baylon; Santa Giulia Salzano; Beata Antonia Mesina. At 18,1-8; Sal 97,1-4; Gv 16,16-20.
18 V Dio è re di tutta la terra. I veri seguaci di Gesù non trascinano le loro sofferenze, hanno imparato da Lui che sono come le doglie di un parto, il preannuncio cioè di una nuova vita in pienezza. San Giovanni I (m.f.); San Felice da Cantalice. At 18,9-18; Sal 46,2-7; Gv 16,20-23a.
19 S Dio è re di tutta la terra. È ormai il tempo per Gesù di ritornare al Padre, da cui proviene. In questo tempo di grazia, preghiamo con fiducia il Padre nel nome del suo amato Figlio. San Pietro Celestino; San Crispino da Viterbo; Sant'Urbano I. At 18,23-28; Sal 46,2-3.8-10; Gv 16,23b-28. |