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Esterno

Sul fianco di Palazzo Venezia che guarda il Vittoriano, si trova la piazzetta di S. Marco dove incorporata nel palazzo stesso sorge la Chiesa di S. Marco voluta da Papa S. Marco (336) in onore dell’Evangelista. Restaurata nel 792 da Papa Adriano I e nell’833 da Gregorio IV, fu ricostruita nelle forma attuali da papa Paolo II (1468), che ne fece la Chiesa dei veneziani a Roma; fu restaurata nel 1744. La facciata quattrocentesca composta di un portico a colonne e di una loggia a pilastri, ambedue a tre arcate, è attribuita a Giuliano da Maiano o a L. B. Alberti.

 

 

 

Piazza San Marco prima della sua distruzione: al centro la via S. Marco con l'arco del corridore per il Campidoglio, questa via continuava fino a Magnanapoli, Panisperna, S. Maria Maggiore

Dietro di essa emerge il campaniletto romanico (XII-XIII sec.), con tracce di decorazione a piastrelle.

La torre sopra la sagrestia, eretta da Paolo II forse con l’intenzione di farne il nuovo campanile fu trasformata in un elegantissimo belvedere a finestre bifore dal nipote del papa, il cardinale Marco Barbo.

 

 

 

Sotto il portico resti decorativi e lapidi paleocristiane (una in greco); a destra resto di portico romano, una margella di pozzo e, contro la parete, lapide funeraria di Vannozza Catanei (l’amante del Cardinale Rodrigo Borgia, poi Papa Alessandro VI), con menzione dei figli (già in Santa Maria del Popolo, poi scomparsa e qui ritrovata). Sopra la porta centrale, S. Marco Evangelista, bassorilievo di Isaia da Pisa.

 

 

 

 

 

 

La basilica fu fondata nel 336 da papa Marco nel luogo ove si dice abbia abitato S. Marco nel 26, durante un suo soggiorno romano.